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Affitto di Orto familiare
Estremamente dilettevole – Oltre l'utile – Molto gustoso



Disporre di ortaggi e piante aromatiche di propria produzione è una impagabile soddisfazione. Poter mangiare oggi cibi non trattati con pesticidi, conservanti e veleni vari ci porta in pace con il mondo. Le varietà più gustose e ricercate di frutta ed ortaggi non sono compatibili, generalmente, con le necessità della grande distribuzione che deve almeno tener conto dei tempi di trasporto e dei formati degli imballaggi.

Horti Saxa Rubra mette a disposizione dei cittadini romani Cultura e Coltura di orti formato famiglia.

Per la Cultura dieci incontri per anno, uno per mese esclusi i mesi di dicembre ed agosto con la comunità degli “Hortisti” permettono di entrare nella conoscenza della coltivazione delle piante per l'alimentazione ma con un particolare accento alle procedure più strettamente biologiche. Anche le piante infestanti possono essere una risorsa se conosciute, dal Tarassaco alla Cicoria, dal Farinaccio alla Gramigna e poi il Ramolaccio, il Finocchio selvatico, etc. I metodi di contrasto ai parassiti sono quelli più naturali come ad esempio l'utilizzo di Aglio, Cipolla, Ortica, Melia, Artemisia, Propoli, etc. E poi la rotazione delle colture, l'arricchimento delle sostanze nutritive del suolo mediante le stesse piante, la confezione della Composta. Un particolare riguardo viene dato alle piante più ignorate dalla grande distribuzione e di grande interesse alimentare come le Momordiche, il Kivano, il Gombo (Ocra), il Karkadé, la Benincasa, le Gambas, i Fagiolini lunghissimi etc.

Per la Coltura, 40 metri quadri recintati (5 metri per 8 metri) con la disponibilità di acqua per l'irrigazione, esposti a sud in pieno sole più un contenitore per la confezione della composta e gli attrezzi di base sono messi a disposizione dell'Hortista e tutto ciò in una campagna del parco di Vejo a 300 metri da via di Grottarossa a Roma.

www.horti.it ha come scopo il supporto formativo ed informativo per: 1) I nostri coltivatori degli orti - 2) I frequentatori dei nostri corsi - 3) I sostenitori del parco - 4) Il volontariato. La nostra attività è essenzialmente basata nel reale pertanto l'accesso a risorse maggiormente qualificate è riservata esclusivamente agli iscritti mediante username e realtiva password fornite personalmente.

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Recensione di Ottobre 2011


Le proprietà fisiologiche delle essenze

Sono note da tempi remoti le azioni esercitate dalle sostanze odorose sull’organismo umano e quale importanza abbiano nella vita sociale. Basta ricordare certe pratiche religiose in cui l’impiego dei profumi, aggiungendosi alla coreografia dei riti e alle impressioni acustiche, provoca, l’esaltazione dei, fedeli; l’effetto eccitante di alcune essenze sulle facoltà sessuali; la spiccata sensibilità delle gestanti e degli ammalati verso alcuni odori, i quali se provocano sovente dei disturbi, altre volte riescono graditi e benefici tanto che F. Hoffmann nel suo libro “La politique. du médecin”, non ha esitato a scrivere che il medico “deve essere sempre profumato, ma leggermente”; le crisi di isterismo che non pochi profumi cagionano in individui, specialmente femminili, nevropatici.

I profumi agiscono sopratutto sul sistema nervoso centrale e periferico. con un effetto la cui intensità varia da individuo ad individuo e che si manifesta in un primo tempo con un senso di piacere, il quale continuando l’azione della sostanza odorosa sì evolve con fenomeni di intolleranza: nausea cefalgie, congestioni polmonari, torbidi celebrali più o meno gravi. I sintomi di intolleranza si manifestano con maggior gravità nel caso di ingestione accidentale o provocata di oli essenziali, alcuni dei quali per semplice contatto prolungato con la pelle vi cagionano delle dermatiti anche dolorose. Sono tuttora- scarse le informazioni date dai classici trattati di tossicologia sopra il diverso grado di tossicità delle essenze naturali, fatta eccezione per quelle di mandorle amare, di lauroceraso, di assenzio e poche altre. Sarebbe invece molto interessante per l’igiene professionale conoscere,sino a qual punto reagiscono gIi operai addetti alla estrazione delle essenze e alla manipolazione dei profumi.

Non si debbono però considerare gli oli essenziali dal solo punto di vista della tossicità, perché le azioni,esercitate sull’organismo umano sono anche apportatrici di benefici reali. Sono conosciute ed utilizzate da tempo le loro proprietà calmanti, stimolanti, antisettiche e nei rimedi fitoterapici; ai quali oggi si ritorna dopo un periodo di abbandono, le essenze intervengono non solo come aromatizzanti bensì per il loro specifico comportamento terapeutico

Le essenze di arancio amaro, di artemisia, di achillea, di coriandoli godono di elevate proprietà stomatiche; stimolano l’appetito e favoriscono la secrezione gastrica. Comportamento analogo ma, con maggior tollerabilità si riscontra nelle essenze di anice, di finocchio e di rosmarino; la prima è anche un buon espettorante e galattogeno e secondo alcuni decongestiona la pelle del viso comunicandole una freschezza naturale, opponendosi anche alla formazione delle rughe.

Gli oli essenziali di tiglio e di sambuco sono diaforetici, quelli di santoreggia, di melissa, agiscono da stimolanti del sistema nervoso. Le essenze di spirea e di betulla sono impiegate nella cura dei reumatismo articolare e della sciatica. L’olio, essenziale di menta è un buon antispasmodico ed un ottimo antinevralgico; è infatti usato contro l’emicrania e le nevralgie superficiali per la sua azione notevolmente rinfrescante. L’essenza di cipresso e raccomandata come calmante nei casi di pertosse. Le essenze di senapa hanno spiccata azione rivulsiva, che si riscontra anche in quella di ruta, la quale manifesta ancora delle proprietà emmenagoghe, riscontrate più energiche in quelle di sabina, di prezzemolo ed anche dì arnica. Conosciuta è l’azione vermifuga delle essenze di felce maschio, di assenzio, di tanaceto.
Non poche essenze manifestano un’azione. antitossica pronunciata; Tamisier e Gattefossé hanno riconosciuto che i costituenti non terpenici. degli oli essenziali posseggono una buona attività specifica sulle secrezioni biliari e accrescono la produzione delle antitossine che permettono all’organismo di reagire contro le azioni dei prodotti tossici.

Grande interesse presentano le proprietà antisettiche che caratterizzano molti oli essenziali e sono state apprezzate fin dalla più remota antichità. Gli imbalsamatori egizi adoperavano per la preparazione delle mummie faraoniche, oltre a prodotti resinosi, degli oli essenziali a tenore elevato in fenoli e nelle tragiche apparizioni medioevali del colera o della peste l’uso di certe essenze ha condotto a buoni risultati profilattici, confermati dalle ricerche recenti di Bouchard, Meunier, Smetchensko e altri. Si è accertato che le essenze dotate di maggior attività battericida sono quelle ad alto contenuto in uno dei seguenti composti classificati nell’ordine decrescente della loro potenza germicida: timolo, cineolo, geraniolo, citrale, linalolo, terpinolo, mentolo e citronellale.

Le essenze di timo contenenti un’elevata percentuale di timolo (l’isomero carvacrolo sembra essere poco attivo) costituiscono quindi un antisettico di alto valore; agiscono anche sui microbi sospesi nei muco od in altri liquidi colloidali e si raccomandano, più dell’essenza di menta per la preparazione di dentifrici. Le proprietà antiputride dell’olio essenziale di eucaliptus globulus, da attribuirsi al cineolo, sono praticamente utilizzate da tempo. Le essenze di geranio rosato, di salvia sclarea, di lavanda, di limone e di bergamotto sono caratterizzate da un energico potere, battericida. Secondo: Morel e Rochaix l’essenza di limone applicata per polverizzazione è pari a quella di timo; sembra che la sua attività sia dovuta al limonene ed infatti l’essenza deterpenata è meno attiva di quella non sottoposta alla deterpenazione. L’olio essenziale di menta piperita agisce da antiputrido e si oppone allo sviluppo di batteri, special mente quando viene impiegala nella fase vapore.

Come prodotti per la profilassi igienica delle persone e degli ambienti gli oli essenziali presentano incontestabili vantaggi rispetto agli agenti germicidi di uso comune. Uniscono infatti al potere antisettico un odore gradevole, non sono velenosi per l’uomo e gli animali domestici almeno nelle dosi abituali, sono privi di capacità corrosiva, non macchiano la bianchieria in modo permanente e possono venir maneggiati da chiunque senza pericolo e senza precauzioni speciali. Data la non miscibilità con l’acqua e la non convenienza economica e profilattica di impiegarli tal quali, si usano allo stato di soluzione alcolica preparata preferibilmente con alcol di 70 ° la cui capacità sterilizzante, secondo Obst, è superiore a quella dell’alcol di maggiore o minore concentrazione. Possono altresì venne adoperati allo stato di emulsioni acquose più economiche; esse si preparano mediante solforicinati, alcoli grassi solfonati od altri emulsionanti. Con queste soluzioni e emulsioni, applicate per polverizzazione, si riesce a mantenere l’antisepsi negli studi dei professionisti, in particolare dei. medici, negli ambienti pubblici ove affluiscono giornalmente sani ed ammalati, meglio che, con i disinfettanti comuni a base di cloro, di formalina di fenoli o di altre sostanze, che danno agli ambienti la parvenza di sale d’ospedale o di tubercolosario.

Si sostiene che le essenze sono troppo volatili per assicurare una sufficiente durata all’azione germicida. Nello stesso modo che nelle profumerie si riesce a trattenere i profumi fugaci mediante l’addizione di fissatori, si riesce a prolungare l’attività germicida delle preparazioni. a base di oli essenziali addizionandole di un prodotto avente analoga azione fissatrice, ad es. di estratti di sostanze resinose naturali, i così detti resinoidi, oppure di composti artificiali, ad es. terpinolo, esteri ftalici, salicilato di benzile e altri. Venne riconosciuto ad es. che l’addizione di terpinolo ad una buona essenza di timo prolunga l’effetto germicida oltre i due anni dall’applicazione, mentre senza il fissatore esso svanisce, nel termine di qualche mese.

Per terminare ricordiamo che in caso di ingestione involontaria di essenze in quantità da raggiungere la dose tossica, non si deve ingerire come contravveleno latte od oli grassi con il pretesto che essi sono degli emollienti; sciogliendo gli oli essenziali ne facilitano l’assorbimento aggravando l’intossicazione. Si deve ricorrere ad un emetico (ipecacuana, estratto di asaro) ed anche, al latte di magnesia, il quale li assorbe trattenendoli tenacemente e ne favorisce l’eliminazione per il suo effetto purgativo.



Dr. G. Salomon
Manuale del Distillatore - La Distillazione delle Erbe e dei Fiori da Essenza
Guida pratica al riconoscimento e all'uso delle spezie e dei semi aromatici
G. LAVAGNOLO - TORINO

raccolta recensioni




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